top of page
Logo nero di Alberto Carniel su sfondo trasparente.

Cos’è il marketing? Digitale vs tradizionale, evoluzione e approccio olistico

Cosa significa marketing?


Qual è la differenza tra marketing digitale e tradizionale?


Perché il marketing è importante — e come è cambiato nel tempo?


In questo articolo imparerai le basi per gestire e far funzionare una campagna di marketing.


Ti mostrerò definizioni, esempi e casi reali legati a diversi tipi di marketing.


Consideralo lo “strato base” per capire davvero un #MarketingPlan.

Adesso non fare il timido.


Si parte.



Indice





COSA SIGNIFICA MARKETING


Secondo Marketing Management di Kotler e Keller, il marketing riguarda l’identificare e soddisfare bisogni umani e sociali — una delle definizioni brevi ma efficaci è semplicemente: soddisfare i bisogni in modo profittevole.



Definizione di marketing tradizionale

Il marketing è un processo composto da due attori principali: marketer e prospect.


I marketer cercano una risposta dai prospect.


Il loro lavoro è capire bisogni e desideri, stimolare la domanda e offrire una soluzione che crei valore per entrambe le parti.


Una definizione molto nota arriva dall’American Marketing Association (AMA).


In parole semplici: il marketing è l’insieme di attività e processi utilizzati per creare, comunicare, distribuire e scambiare offerte che generano valore per clienti e società.


Tutto parte dal consumatore e dalla sua domanda di beni e servizi.


Nel marketing incontrerai diversi scenari di domanda:


  • Domanda negativa: le persone non gradiscono il prodotto/servizio e possono perfino pagare per evitarlo.

  • Domanda inesistente: le persone non sono interessate o non sanno che esiste.

  • Domanda latente: le persone desiderano fortemente una soluzione, ma (ancora) non esiste.

  • Domanda in calo: la domanda si riduce — è il momento di innovare o riposizionare.

  • Domanda irregolare: la stagionalità crea flussi di cassa instabili.

  • Domanda piena: domanda stabile e prevedibile.

  • Domanda eccessiva: la domanda supera la disponibilità.

  • Domanda indesiderabile (unwholesome): la domanda esiste, ma il prodotto ha implicazioni sociali dannose (es. sigarette, droghe, alcol).


I marketer dovrebbero capire perché esiste una certa domanda, poi aumentare la desiderabilità dell’offerta (oppure ripensare completamente l’offerta).


La domanda non è solo “teoria del marketing”.


È sopravvivenza.


CB Insights ha evidenziato spesso che uno dei principali motivi per cui le startup falliscono è costruire qualcosa che il mercato non vuole — spesso citato come 42%.


Quindi: abbiamo chiarito la domanda.


Ma il mercato?



Differenza tra mercato e industria

Definire un mercato come un luogo fisico in cui domanda e offerta si incontrano non basta.


Un mercato è un gruppo di consumatori che esprime una domanda specifica.

I venditori appartengono all’industria.


I compratori appartengono al mercato.


Quando i marketer puntano a un pubblico distinto, stanno puntando a un mercato specifico.



Cinque tipi di mercati in un’economia moderna

Kotler e Keller descrivono un’economia di scambio in cui valore, denaro e informazioni fluiscono tra più attori (consumatori, produttori, intermediari, governo e mercati finanziari).


Five types of market in a modern economy
Struttura dei flussi in una moderna economia di scambio secondo Kotler e Keller (Marketing Management).

I produttori acquistano risorse (materie prime, lavoro, denaro…) e le trasformano in prodotti e servizi.


Poi vendono agli intermediari (aziende o individui), che vendono ai consumatori finali.


I consumatori vendono il loro lavoro in cambio di denaro, che usano per acquistare prodotti e servizi.


Il governo raccoglie tasse e le usa per acquistare prodotti/servizi dagli altri mercati per offrire servizi pubblici.


È un modello semplificato, e nella realtà i flussi cambiano caso per caso.


Per esempio, un brand e-commerce direct-to-consumer può raggiungere i clienti senza intermediari retail tradizionali… ma le piattaforme digitali continuano a fare da intermediari.


Pensaci:


  • Le piattaforme advertising distribuiscono attenzione;

  • Un sito/CMS abilita la conversazione su larga scala;

  • I payment processor spostano il denaro;

  • I partner logistici spostano il prodotto.


Anche nell’editoria tradizionale, la “catena” può includere diversi intermediari: agente → editore → retailer → lettore (e a volte anche acquirenti di diritti film/TV).



Esempio di sistema di marketing

Un processo di marketing può essere rappresentato come un flusso di interazioni reciproche tra un mercato e un’industria.


Marketing system example
Esempio di sistema di marketing secondo Kotler e Keller (Marketing Management).

Kotler e Keller lo illustrano come uno scambio di:


  • Beni/servizi/comunicazioni (dai venditori) in cambio di

  • Denaro e informazioni (dai compratori).


Il loop interno è il flusso tra denaro e prodotti/servizi.


Il loop esterno è il flusso di informazioni (comportamenti, preferenze, dati di vendita… sì, esattamente la roba che rende i marketer ossessivi con i fogli di calcolo).



DIFFERENZA TRA MARKETING TRADIZIONALE E DIGITALE


Molte persone pensano che marketing tradizionale e digitale siano due pianeti diversi.


Non lo sono.


Il digital marketing è semplicemente un sistema di marketing applicato online.


Il metodo è lo stesso: identifichi un mercato, costruisci un’offerta, comunichi valore e scambi valore.


Le differenze stanno soprattutto nelle regole, negli strumenti e nelle meccaniche di esecuzione che internet ti costringe a padroneggiare.


Ecco perché i professionisti si specializzano.


Io ho scelto di specializzarmi nel digital marketing e aiutare le organizzazioni a crescere online.



Esempio di sistema di digital marketing

In pratica, il digital marketing è un sistema che facilita (e accelera) la relazione transazionale tra aziende online e consumatori.


L’obiettivo è generare ricavi da un pubblico target specifico.


Example of digital marketing funnel
Esempio di sistema e funnel di digital marketing.

Un’azienda inizia a fare advertising verso il suo pubblico.


Gli utenti che rispondono entrano in un funnel: una sequenza di contenuti e touchpoint progettati per spingere azioni.


Questo fa parte della lead generation.


Un lead è un prospect che ha espresso pubblicamente e chiaramente interesse verso un prodotto/servizio (es.: compilazione form, completamento quiz, richiesta demo, iscrizione email, ecc.).


Da lì:


  • Gli utenti consumano contenuti che li educano su feature, benefici e value proposition;

  • Se abbandonano, automazioni e retargeting provano a recuperarli;

  • Se arrivano fino alla CTA finale, sono pronti per la prima offerta.


Se comprano, diventano clienti.


Poi puoi usare:


  • Upsell: vendere una versione premium (patatine più grandi).

  • Cross-sell: vendere un prodotto complementare (patatine + panino).


Se non comprano la prima offerta, spesso è più intelligente passare a:


  • Downsell: una versione più economica/semplice (patatine più piccole).


Qui conta la value ladder: una struttura di offerte che ti permette di aumentare il valore del cliente nel tempo.


Value ladder example
Esempio di value ladder (o “ascendency ladder”).


I 3 peggiori errori nel marketing digitale (e tradizionale)

Le tre trappole più comuni in cui cadono gli imprenditori sono costruire un business basandosi su:


  • Passione

  • Competenze

  • Interessi


Sì, lo so: internet ama il discorso “segui la tua passione”.


Ma passioni, competenze e interessi partono da te — e non si traducono automaticamente in una domanda per cui le persone sono disposte a pagare davvero.


Il marketing parte dal mercato.


Se vuoi evitare questi errori, ti consiglio di leggere la mia guida su come trovare e selezionare il target giusto.



L’EVOLUZIONE DEL MARKETING


Il marketing non è una scienza esatta.


L’unico modo reale per sapere se una strategia funziona è testarla sul campo.


Il buon marketing spesso assomiglia a una catena di esperimenti: piccole iterazioni, apprendimento frequente, aggiustamenti continui (sì, è anche da qui che “growth hacking” è diventato trendy).


Col tempo, il marketing si è evoluto in quello che Kotler e Keller chiamano marketing olistico — una filosofia in cui il marketing non è “un dipartimento”, ma una forza trasversale che influenza tutto.


Quindi: come ci siamo arrivati?



L’approccio della produzione

Storicamente, alcuni manager credevano che i consumatori preferissero prodotti economici e facilmente disponibili.


Il concetto di produzione spinge le aziende a ottimizzare produzione e distribuzione attraverso scala e standardizzazione.


Lo vedi ancora oggi in molti settori, soprattutto quando si rincorre efficienza tramite supply chain globali.



L’approccio del prodotto

Questo concetto assume che i consumatori preferiscano la miglior qualità e le funzionalità più innovative.


La trappola: innamorarsi del prodotto e pensare che “migliore” venda automaticamente.


Il successo raramente dipende solo dalle feature — prezzo, distribuzione, posizionamento e comunicazione decidono ancora chi vince.price, distribution, positioning, and communication still decide who wins.



L’approccio della vendita

Il concetto di vendita assume che i consumatori debbano essere spinti a comprare, perché non faranno loro la prima mossa.


Un’altra trappola.


La vendita aggressiva può creare risultati di breve periodo e danni di lungo periodo: recensioni negative, passaparola pessimo, sfiducia nel brand.



L’approccio del marketing

A metà del Novecento, molte aziende hanno iniziato a spostarsi verso un orientamento customer-first.


Robert J. Keith descrisse questo cambio in The Marketing Revolution (1960), spiegando il passaggio verso la ricerca del prodotto giusto per i clienti invece di forzare i clienti ad adattarsi al prodotto.


Marketing Myopia di Theodore Levitt (1960; poi ripubblicato) cattura un’idea che oggi colpisce ancora duro:


La vendita si concentra sui bisogni del venditore; il marketing sui bisogni del compratore.


L’APPROCCIO DEL MARKETING OLISTICO


Oggi il marketing impatta tutti i processi aziendali.


Per questo i manager progettano programmi di marketing che riconoscono le interdipendenze e fanno sì che le attività si rafforzino a vicenda.


Kotler e Keller descrivono il marketing olistico con quattro dimensioni:


  • Relationship marketing

  • Integrated marketing

  • Internal marketing

  • Performance marketing


The holistic marketing components
Il concetto di marketing olistico è composto da quattro elementi: internal marketing, integrated marketing, relationship marketing e performance marketing.


Relationship marketing

Il relationship marketing punta a costruire relazioni di lungo periodo, reciprocamente soddisfacenti, con gli stakeholder.


Gli stakeholder chiave includono spesso:


  • Clienti

  • Dipendenti

  • Partner (fornitori, distributori, agenzie…)

  • Entità finanziarie (azionisti, investitori, analisti…)


L’idea di “marketing network” è discussa anche nella letteratura accademica come un asset prezioso creato dalle relazioni in un ecosistema di business.


Relationship marketing significa anche retention.


Kotler e Keller notano che acquisire nuovi clienti può costare cinque volte più che soddisfare e trattenere quelli attuali.


La retention diventa più semplice quando conosci davvero il tuo pubblico (comportamenti, preferenze, pattern di acquisto) e gestisci in modo intenzionale il customer lifetime value.


Un modo pratico per supportarlo è una buona impostazione CRM (Customer Relationship Management).



Integrated marketing

L’integrated marketing si basa su due principi:


  1. Le attività di marketing possono creare e distribuire valore meglio insieme.

  2. Ogni attività dovrebbe essere progettata tenendo conto delle altre.


Esempio step-by-step (e-commerce):


  • Il sito vende prodotti;

  • L’email marketing spinge riacquisti;

  • Un blog porta traffico organico;

  • Il retargeting riporta i lettori e converte;

  • L’analytics collega tutto, così sai cosa funziona.


Il secondo principio è dove tante aziende soffrono.


Non scegli gli strumenti solo perché sono “i migliori”.


Li scegli perché lavorano bene insieme, senza trasformare l’azienda in un circo di login, abbonamenti e integrazioni rotte.


Uno stack disordinato può rallentare le operazioni, aumentare i costi e ampliare il rischio di sicurezza.


Un approccio più semplice è consolidare quando possibile (per esempio: usare una piattaforma che unisce commerce + CRM + email + pagamenti e collegare i tool di contabilità tramite integrazioni supportate).


Wix, per esempio, offre funzionalità CRM ed email marketing integrate nel suo ecosistema.


Un esempio noto di campagna integrata spesso citato nel mondo advertising è l’era MINI “Let’s Motor” — progettata con scelte non convenzionali e una forte brand voice, supportata su più canali.



Internal marketing

Attirare clienti è solo metà del lavoro.


Trovare, formare, motivare e trattenere persone forti è anche un’attività di marketing.


L’internal marketing assicura che dipendenti e partner siano allineati con mission, vision e strategia — così i clienti vivono un brand coerente in ogni touchpoint.



Performance marketing

Il performance marketing misura ritorni monetari e non monetari.


Non solo vendite, ma anche:


  • Brand awareness

  • Engagement

  • Soddisfazione cliente

  • Qualità del prodotto

  • Reputazione


Include:


  • Financial accountability: dimostrare la redditività del marketing tramite KPI e logiche di attribuzione.

  • Social responsibility marketing: allineare la strategia al contesto etico, ambientale, legale e sociale.


Sul lato della responsabilità sociale, Hollender e Fenichell discutono come alcune aziende operazionalizzino un pensiero di “impatto” più ampio — non solo profitto, ma anche effetti delle pratiche aziendali sulla società.



CONCLUSIONI


Ora che sai cosa significa marketing, come funziona un sistema di digital marketing e come il marketing si è evoluto fino a un approccio olistico…


Cambieresti qualcosa nella tua organizzazione?


Scrivimi cosa ne pensi nei commenti qui sotto e connettiamoci.


Growth hacker and digital marketing consultant
Vuoi di più dal tuo digital marketing. Prenota una call gratuita di 15 minuti e scopri come posso aiutare il tuo business a crescere.


Riferimenti


  • Anderson, J. C., Håkansson, H., & Johanson, J. (1994). Dyadic Business Relationships within a Business Network Context. Journal of Marketing, 58(4), 1–15.

  • American Marketing Association. Che cos’è il marketing? — La definizione di marketing (What is Marketing? — The Definition of Marketing).

  • CB Insights. I principali motivi per cui le startup falliscono (spesso citato: “assenza di bisogno di mercato” come causa principale).

  • Gartner. (2018). Spedizioni mondiali di PC (comunicati stampa e tabelle sulle spedizioni che citano le posizioni dei vendor, inclusa Lenovo tra i principali).

  • Hollender, J., & Fenichell, S. (2005). What Matters Most: How a Small Group of Pioneers Is Teaching Social Responsibility to Big Business, and Why Big Business Is Listening. Basic Books.

  • Keith, R. J. (1960). The Marketing Revolution. Journal of Marketing, 24(3), 35–38.

  • Kotler, P., & Keller, K. L. (2012). Marketing Management (14ª ed.). Pearson.

  • Levitt, T. (1960; ripubblicato 2004). Marketing Myopia. Harvard Business Review.

  • MINI USA Newsroom. (2025). Note di background e storiche che fanno riferimento al posizionamento “Let’s Motor” e alla narrativa di lancio.

  • Adweek (2003). Copertura sul lavoro iniziale brand/agenzia MINI e sullo sviluppo del tagline nei primi anni 2000.

  • Wix. Funzionalità di Email Marketing e CRM (capacità della piattaforma citate nella sezione sull’integrated marketing).

Commenti


bottom of page